Visualizzazione post con etichetta BCC. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta BCC. Mostra tutti i post

In libreria MANAGER COOPERATIVI (e un blog dedicato)

Il 9 settembre 2022 è uscito in libreria Manager cooperativi, edito da Altreconomia.

Un volume dedicato ai “manager cooperativi”. Non solo a chi lavora in una cooperativa, dunque, ma a tutti coloro che ricoprono un ruolo manageriale in un’organizzazione - for profit o non profit - e ogni giorno lavorano per mantenere il sottile equilibrio tra l’agire di senso “politico” e l’efficienza economica, tra la struttura gerarchica e la vocazione orizzontale e inclusiva, riuscendo nell’impresa di trasformare la propria managerialità in cura di sé e dell’altro. 

Una cassetta degli attrezzi che passa dall’analisi strategica del business al terreno culturale dell’etica cooperativa, ponendo tra i suoi obiettivi una tessitura, e ricucitura, dei rapporti tra individuo e organizzazione.

L’opera racconta anche due secoli di avvincente storia delle imprese cooperative, spiega l’attualità del loro modello e dei loro valori, ne mette a nudo le fragilità. Analizza infine i principi economici e organizzativi della cooperazione, tra cui le delicate dinamiche tra singolo e gruppo. La “cooperativa” rappresenta una straordinaria formula organizzativa. È la prova che in un’attività imprenditoriale possono convivere singolo e comunità, efficienza economica e responsabilità sociale. La chiave? Il manager cooperativo, una figura in equilibrio tra etica e business.

Un libro rivolto a manager cooperativi e cooperatori, imprenditori del Terzo settore, di B Corp e società benefit, operatori del sociale, comunicatori del non profit, studenti, startupper etici. 

VISITA IL BLOG DEDICATO QUI.

Nuove regole per il microcredito

Lo stato di difficoltà economica che attualmente vivono imprese e persone rappresenta un’emergenza sociale. La pandemia ha aggravato situazioni individuali o settoriali da anni in progressivo deterioramento. Uno dei fattori cruciali in tale quadro è rappresentato dal credito. O meglio dalla sua mancanza: continua ad aumentare la difficoltà di accesso ai prestiti bancari per imprese e persone. 

L’ultimo studio di Banca Etica in materia evidenzia che il livello di inclusione finanziaria in Italia è di circa 4 punti percentuali al di sotto di quello osservato nel 2012 (e i dati ancora non tengono conto dell’effetto Covid-19). Negli ultimi dieci anni, ammonta a 260 miliardi di euro la riduzione del credito alle imprese, più dell’intero pacchetto di NextGeneration Italia.

Una nuova finanza è possibile (e già esiste)

Prologo (o del cattivo banchiere)

Nel 1521 ad Augusta, sud della Germania, sorse il primo insediamento al mondo di ciò che oggi chiameremmo social housing o edilizia popolare. Il centro abitativo, denominato “Fuggerei”, è ancora funzionante, è diventato nel frattempo rinomata meta turistica, ospita circa 150 nuclei familiari e nei secoli vi hanno vissuto decine di migliaia di persone (tra le quali anche Franz Mozart, bisnonno di Wolfgang Amadeus). Jacob Fugger, da molti considerato il più ricco e potente banchiere di tutti i tempi (dopo di lui Rockefeller e Carnegie), lo finanziò interamente con proprie risorse, nel malcelato tentativo di mitigare la rabbia sociale montante nei confronti suoi e dell’intero sistema di potere dell’epoca. Uno dei business più odiosi di Fugger, infatti, era il finanziamento delle compravendite di indulgenze e cariche ecclesiastiche e ciò lo aveva reso particolare bersaglio delle invettive di Martin Lutero e altri riformatori del tempo.

La finanza globale balla sul Titanic

La finanza è malata da tempo. La crisi iniziata nel 2007, vent’anni dopo il Gordon Gekko di Oliver Stone (o, se preferite, 21 dopo il John Gray di Adrian Lyne), non ha prodotto significativi cambiamenti. Il Wall Street Journal, non Sbilanciamoci!, ha dedicato nel 2018 una efficace infografica ai problemi irrisolti a un decennio dalla grande crisi: dalla concentrazione del mercato alla remunerazione dei manager, dalle cosiddette porte girevoli (tra banche e vigilanza, tra vigilanza e banche) alla finanziarizzazione sempre più profonda dell’economia reale (ad esempio il mercato Usa degli immobili in affitto).

Le nuove frontiere della finanza etica



Avvertenza: questa potrebbe essere la più dissonante tra le schede sulle professioni sociali inserite nel libro. Perché la finanza è, in sé, la cosa meno sociale che esista. Perché la finanza etica è qualcosa di indefinito e che si presta a tante furbe strumentalizzazioni o sbagliate interpretazioni. Perché quando si fa bene la finanza etica, tutto sommato non si cambia molto del mondo che ci sta attorno (e anche quando accade, il processo è talmente lento che difficilmente se ne ha la percezione).

Selezionare bene il credito fa bene al credito



Approfondiamo alcuni contenuti centrali del “Progetto credito” avviato da Federcasse nel dicembre 2012 (cfr. CREDITOCOOPERATIVO 11/2014). 

Il primo asse del Progetto (valutazione del merito creditizio e analisi della clientela) si concentra sul miglioramento della dotazione degli strumenti informativi e dei motori decisionali a supporto del processo di erogazione e monitoraggio del credito da parte delle BCC, puntando sull’integrazione e razionalizzazione dei diversi strumenti utilizzati nel sistema, nonché su una piena fruibilità degli strumenti all’interno della Pratica Elettronica di Fido (PEF).


Il tema è quanto mai attuale. I principali obiettivi di un nuovo sistema di Credit Risk Management delle BCC dovranno essere i seguenti:



Articolo di Alessandro Messina per
Credito Cooperativo, marzo 2015

Una metrica mutualistica per misurare la differenza

“Differente per forza”. “La mia banca è differente”. “La nostra banca è differente”. Questa la sequenza evolutiva del claim che più ha caratterizzato la comunicazione delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) negli ultimi quindici anni. Uno slogan di successo, e come tale forte non solo della potenza comunicativa ma anche di una credibilità di fondo della promessa: la differenza delle BCC rispetto alle altre banche. Ma differenti in che senso? E quanto? In base a cosa? 

Una opportunità chiamata Europa. Il Credito Cooperativo e i Fondi strutturali 2014-2020

Parte anche dai Fondi Strutturali europei la sfida della ripresa e la scommessa di far ripartire l’Italia produttiva, quella legata all’economia reale. Ambito nel quale le BCC hanno un ruolo decisivo.

Ammonta ad un totale di 44 miliardi di euro la dotazione di bilancio dell’accordo di partenariato predisposto dall’Italia e approvato, il 29 ottobre 2014, dalla Commissione Europa per il settennato 2014-2020 (si tratta, in sintesi, dell’intero ammontare dei Fondi Strutturali europei che, nel periodo indicato, potranno essere utilizzati dal nostro Paese per politiche ed iniziative di sviluppo). Delle loro caratteristiche e delle opportunità di utilizzo da parte del sistema BCC si è discusso lo scorso 4 dicembre a Roma in un workshop internazionale dal titolo: “L’Europa e il Credito Cooperativo. I Fondi europei 2014-2020”.


Articolo di Alessandro Messina e Claudia Gonnella per Credito Cooperativo, gennaio 2015

La lezione (attualissima) dell’anarchico Kropotkin: «Mutualismo è progresso»


«La teoria, secondo la quale gli uomini possono e devono cercare la loro felicità nel disprezzo dei bisogni degli altri, trionfa oggi su tutta la linea, nel diritto, nella scienza, nella religione. È la religione del giorno, e dubitare della sua efficacia è essere un pericoloso utopista. La scienza proclama che la lotta di ciascuno contro tutti è il principio dominante della natura, come delle società umane. La biologia attribuisce a questa lotta l’evoluzione progressiva del mondo animale. La storia adotta il medesimo punto di vista, e gli economisti, nella loro candida ignoranza, attribuiscono tutto il progresso dell’industria e della meccanica moderna ai “meravigliosi effetti” dello stesso principio».


Sono parole del filosofo anarchico Pëtr Kropotkin, del 1902. 

La finanza d'impatto tra tradizione e innovazione sociale

Rilanciare un nuovo modello di crescita attraverso la finanza d’impatto, ovvero la finanza al servizio dello sviluppo sostenibile e della giustizia sociale. Il Credito Cooperativo è nella task force creata dal G8 per definire le misure necessarie a sviluppare questo mercato emergente.

Il credito al nonprofit in aumento. Merita una regolamentazione equa

Torniamo a occuparci di credito alle istituzioni nonprofit. Nel corso dell'annuale assemblea della Banca d'Italia, tenutasi lo scorso 30 maggio, il Governatore Ignazio Visco, ha dichiarato nelle sue Considerazioni finali: “Il credito complessivo all’economia italiana è in calo. I dati aggregati celano però andamenti differenti per le diverse categorie di debitori.”

Il Fondo per la prevenzione dell'usura

Come noto a chi si occupa di credito, la legge n. 108 del 1996 disciplina il reato di usura in Italia. 

Un po’ meno noto - anche tra gli addetti ai lavori - è quanto prevede l’articolo 15 della stessa legge, che istituisce presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) il “Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura”. 

Misurare la differenza. La Metrica del Credito Cooperativo (Articolo)



L'articolo, pubblicato sul n. 208 della rivista Cooperazione di Credito, sintetizza i contenuti generali del volume “Misurare la differenza. La metrica mutualistica della BCC”, edito da ECRA nel novembre 2011 e presentato al XIV Congresso Nazionale del Credito Cooperativo.

Fornisce una prima ricognizione di quanto elaborato negli anni in materia di misurazione extra-economica della performance delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali e dà conto dei risultati raggiunti attraverso una mirata opera di sistematizzazione.

Misurare la differenza. La metrica del Credito Cooperativo (Libro)

Il volume "Misurare la differenza. La metrica mutualistica delle BCC" è il primo manuale che propone batterie di indicatori e metodologie di sintesi per fornire uno sguardo d'insieme sulle specificità delle Banche di Credito Cooperativo secondo le tre dimensioni sociali, ambientali, economiche. 

Credito Cooperativo e terzo settore: una relazione da coltivare

Sono molti i fattori che accomunano il cammino di terzo settore e Credito Cooperativo in Italia.
Le organizzazioni nonprofit, dal 1991 in poi, hanno vissuto un profondo ciclo di inquadramento normativo, promozione istituzionale,  riconoscimento politico e sociale che ha implicato una crescita tumultuosa, nei numeri e nella stessa capacità operativa. Il Credito Cooperativo, in virtù del Testo unico bancario del 1992 - che più in generale ha trasformato l’industria bancaria italiana da pubblica a privata - ha trovato una nuova, piena, operatività, nel vincolo di una rinnovata mutualità. Che gli ha consentito di crescere e svilupparsi a livelli prima difficilmente prevedibili. 

L’articolo 32 del nuovo statuto tipo delle BCC non è antipolitica

Ho letto con interesse lo scambio di opinioni sulla rivista con riferimento all’articolo 32 del nuovo Statuto tipo delle BCC. Il tema - di cui si è dibattuto nel numero precedente - riguarda l’opportunità o meno di stabilire, come appunto fa l’articolo 32, una incompatibilità tra il ruolo di amministratore della BCC e le cariche elettive. 

La finanza utile. Introduzione

Questo volumetto non vuole essere l’ennesimo testo sulla finanza etica: ha un accento utopico in meno e una cinica ambizione in più. Parte dall’ossimoro che esiste nel termine “finanza etica” e cerca di costruire un percorso pragmatico al tema, a partire dalla necessità di asservire la finanza all’economia reale.

Anche se pure in quest’ultima dichiarazione di intenti, ormai, il livello di utopia è quanto mai alto: com’è possibile pensare di asservire la finanza, dominus delle relazioni economiche globali, dunque fattore cruciale di ogni rapporto di potere, a qualcosa?
Ciò che accade quotidianamente – e lo vediamo nella nostra vita, nelle scelte dei governi, nei servizi pubblici – semmai è il contrario.