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Una opportunità chiamata Europa. Il Credito Cooperativo e i Fondi strutturali 2014-2020

Parte anche dai Fondi Strutturali europei la sfida della ripresa e la scommessa di far ripartire l’Italia produttiva, quella legata all’economia reale. Ambito nel quale le BCC hanno un ruolo decisivo.

Ammonta ad un totale di 44 miliardi di euro la dotazione di bilancio dell’accordo di partenariato predisposto dall’Italia e approvato, il 29 ottobre 2014, dalla Commissione Europa per il settennato 2014-2020 (si tratta, in sintesi, dell’intero ammontare dei Fondi Strutturali europei che, nel periodo indicato, potranno essere utilizzati dal nostro Paese per politiche ed iniziative di sviluppo). Delle loro caratteristiche e delle opportunità di utilizzo da parte del sistema BCC si è discusso lo scorso 4 dicembre a Roma in un workshop internazionale dal titolo: “L’Europa e il Credito Cooperativo. I Fondi europei 2014-2020”.


Articolo di Alessandro Messina e Claudia Gonnella per Credito Cooperativo, gennaio 2015

Fondi strutturali e nonprofit. Un mercato da aprire?



I fondi strutturali, ossia i finanziamenti che arrivano in Italia grazie alle politiche di coesione dell’Unione europea, sono una grande risorsa. Che il nostro paese ha la triste e meritata fama di usare poco e male. Assai peggio di come sanno fare – solo per restare nell’ambito dei cosiddetti “PIIGS”, si perdoni l’espressione – Portogallo, Spagna, Irlanda, paesi che han dimostrato anche una capacità di lobby su Bruxelles ben più efficace di quella prodotta dalla nostra pur sovra-remunerata rappresentanza politica.