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Una nuova finanza è possibile (e già esiste)

Prologo (o del cattivo banchiere)

Nel 1521 ad Augusta, sud della Germania, sorse il primo insediamento al mondo di ciò che oggi chiameremmo social housing o edilizia popolare. Il centro abitativo, denominato “Fuggerei”, è ancora funzionante, è diventato nel frattempo rinomata meta turistica, ospita circa 150 nuclei familiari e nei secoli vi hanno vissuto decine di migliaia di persone (tra le quali anche Franz Mozart, bisnonno di Wolfgang Amadeus). Jacob Fugger, da molti considerato il più ricco e potente banchiere di tutti i tempi (dopo di lui Rockefeller e Carnegie), lo finanziò interamente con proprie risorse, nel malcelato tentativo di mitigare la rabbia sociale montante nei confronti suoi e dell’intero sistema di potere dell’epoca. Uno dei business più odiosi di Fugger, infatti, era il finanziamento delle compravendite di indulgenze e cariche ecclesiastiche e ciò lo aveva reso particolare bersaglio delle invettive di Martin Lutero e altri riformatori del tempo.

Selezionare bene il credito fa bene al credito



Approfondiamo alcuni contenuti centrali del “Progetto credito” avviato da Federcasse nel dicembre 2012 (cfr. CREDITOCOOPERATIVO 11/2014). 

Il primo asse del Progetto (valutazione del merito creditizio e analisi della clientela) si concentra sul miglioramento della dotazione degli strumenti informativi e dei motori decisionali a supporto del processo di erogazione e monitoraggio del credito da parte delle BCC, puntando sull’integrazione e razionalizzazione dei diversi strumenti utilizzati nel sistema, nonché su una piena fruibilità degli strumenti all’interno della Pratica Elettronica di Fido (PEF).


Il tema è quanto mai attuale. I principali obiettivi di un nuovo sistema di Credit Risk Management delle BCC dovranno essere i seguenti:



Articolo di Alessandro Messina per
Credito Cooperativo, marzo 2015