Visualizzazione post con etichetta Green New Deal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Green New Deal. Mostra tutti i post

Il mercato “sostenibile” e la tecnocratizzazione dell’etica. Un’illusione per non cambiare

Sono tempi difficili, di grande smarrimento. Di fronte all’incertezza pandemica, aggiuntasi alle recenti crisi economiche, è ormai a tutti chiaro che il mercato, da solo, non ci salverà, e occorre trovare il modo di includere l’interesse generale nelle scelte produttive e distributive.

Dal dopoguerra agli anni 80 questo fu il compito degli stati. Poi ci si è convinti che le imprese, con uno stato leggero, sarebbero state più efficienti. Abbiamo così vissuto i trent’anni più diseguali degli ultimi ottanta, come ha mostrato Piketty, nascosto sotto al tappeto i problemi ambientali, sprecando mezzo secolo dal rapporto del Club di Roma; deregolamentato i mercati, formato male studenti e classi dirigenti, orientato in senso neoliberista tutti i settori chiave dell’Europa. 

Una pensione capace di futuro

Il futuro che ci aspetta dipende dalle scelte che faremo. Vale per la epocale e globale questione ambientale, per le diseguaglianze sociali, e vale anche per la nazionale e relativamente più piccola (ma spinosa) questione previdenziale. Entrambe, in qualche modo, ci interrogano rispetto alla visione e alla coerenza che sapremo mettere in campo nell’investire le risorse di oggi.
Affrontando insieme questi temi, disegnando un unico organico approccio ai rapporti intergenerazionali e al futuro da costruire, previdenza e capacità di sopravvivenza del pianeta (e dei legami sociali) si scoprono perciò intimamente connesse.

Un vero Green New Deal passa per la finanza

Lo stato della finanza
Il Wall Street Journal, non il blog di una cricca radical, ha dedicato nel 2018 un’efficace infografica allo stato della finanza a dieci anni dalla grande crisi, per evidenziare quanto ancora profondi siano alcuni problemi cruciali: dalla concentrazione del mercato alla remunerazione dei manager, dalle cosiddette porte girevoli (tra banche e vigilanza, tra vigilanza e banche) alla finanziarizzazione sempre più profonda dell’economia reale (es. il mercato Usa degli immobili in affitto). Lo trovate qui.