Visualizzazione post con etichetta Corruzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Corruzione. Mostra tutti i post

Russia, sanzioni economiche e finanza privata: qualcosa va cambiato

Le sanzioni, specie finanziarie, possono essere un forte strumento di orientamento dei comportamenti degli Stati. Ma non funziona un approccio in cui l’uso “orientato” del denaro sia prigioniero di volubilità politica e intermittenza di comodo. Va pretesa coerenza da istituzioni e banche private. 

Ecco il “conto crime”. I segreti della finanza globale

Otto trilioni di euro, o quasi. Il dodici per cento del Pil mondiale. È quanto le banche svizzere conservano nei propri conti. Denaro protetto da una storico e paradigmatico segreto bancario, quello svizzero appunto. Che resta assai “più segreto” che negli altri paesi, nonostante le tante pressioni dell’opinione pubblica e le richieste di Unione Europea e istituzioni internazionali alla maggior collaborazione e trasparenza.

Non poteva pertanto che chiamarsi Suisse Secrets l’importante inchiesta giornalistica su quanto celano i conti di una delle primarie banche elvetiche, il Credit Suisse, seconda banca del paese (la prima è UBS), che gestisce un quarto dei citati otto trilioni. 

La corruzione, le cooperative sociali e le soluzioni possibili

Gira un aneddoto in queste settimane di autoflagellazione cooperativa. Si dice che un noto “banchiere del terzo settore” abbia arringato una primaria convention di cooperatori con gli esempi delle migliori imprese sociali finanziate. Tra queste ne spiccava una, e il nostro si è speso perché tutti ne afferrassero bene nome e città di origine. Dopo due soli giorni, quel nome e quella città sono saliti alla ribalta delle cronache giudiziarie e, per una volta, il terzo settore si è trovato a provare infinita tenerezza nei confronti del rappresentante di una grande banca. L’avrete capito: l’esempio sfortunato riguardava la Cooperativa sociale 29 Giugno di Roma.

La corruzione a Roma, vista da vicino

Oggi la corruzione nella Capitale è tornata di attualità. Ma c'è sempre stata. Pervasiva. Ripropongo a seguire quanto scritto nel 2009, dopo la mia esperienza di dirigente del Comune di Roma (2004-2007).



La posizione che andai ad assumere era di quelle ghiotte. Decine di milioni di euro da gestire, centinaia di rapporti con imprese e fornitori privati, un ruolo di punta tra le attività dell’amministrazione. 

Chi c’era prima aveva lavorato bene, dicevano, anche se a me sembrava chiaro quanto andasse re-impostato per migliorare efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa nel settore. 

La corruzione. Contributo al RAPPORTO 2013 della campagna SBILANCIAMOCI!



La corruzione nel nostro paese è a livelli mastodontici e può crescere ancora, se non si contrasta in modo netto, senza mediazioni, con volontà politica concreta, al di là delle parole. 

È possibile avanzare una stima, per quanto grezza e approssimativa, dei costi economici della corruzione. Secondo la World Bank, nel mondo si pagano ogni anno più di 1.000 miliardi di dollari di tangenti e va sprecato, a causa della corruzione, circa il 3% del Pil mondiale. Applicando questa percentuale all’Italia, si calcola che annualmente l’onere sui bilanci pubblici è nella misura di 50-60 miliardi di euro l’anno, una vera e propria tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini. 

Servire lo stato. Il mestiere del bravo burocrate

Non sono mai stato iscritto a un partito politico. Non ho mai partecipato a un concorso per l’assunzione nella pubblica amministrazione. Sono arrivato a lavorare negli enti pubblici in modo casuale. Da neolaureato, e prima ancora da studente, mai ho provato interesse o attrazione per l’inserimento professionale nel pubblico impiego. Figlio culturale degli anni ’80 e ’90, l’unica possibilità che vedevo era nel privato. La cosa pubblica era quella di tangentopoli, della politica sporca e incomprensibile, dell’inefficienza e dell’inefficacia. A vent’anni si vuole andare veloci, scoprire il mondo, mettersi alla prova. E a metà anni ’90 avrei sfidato chiunque a cercare tutto ciò nella pubblica amministrazione.

Federalism, privatisation and an individualist philosophy



Currently Italy is experiencing several radical institutional changes that are causing traumatic transformations in the life of its citizens. As a result of an ongoing debate, an institutional reform to decentralise the organisation of the State was implemented. This is a dangerous mechanism that occurs in a general framework where impulses towards privatisation are multiplying. The government is using it instrumentally in order to reduce the State’s role as guarantor of individual rights.