I numeri raccontano un paradosso evidente: mentre gli utili crescono – oltre 27 miliardi per i principali gruppi nel 2025 – il credito all’economia reale si contrae e scende sotto livelli che non si vedevano da oltre vent’anni.
Ne emerge l’immagine di un sistema solido ma sempre meno capace di accompagnare imprese, territori e innovazione. La risposta pubblica, oscillante tra interventi parziali e misure dal sapore populista, non sembra incidere sulle cause strutturali: concentrazione, allocazione del capitale, disallineamento tra finanza ed economia reale.
Emerge una chiave interpretativa unitaria: non è una questione di profitti “troppo alti” o di singole politiche sbagliate, ma di un assetto complessivo che non è andato nella direzione disegnata trent'anni fa. Un “giardino pietrificato” che richiede di riaprire, con strumenti nuovi, il rapporto tra credito, sviluppo e interesse collettivo.