Finanza utile e crowdfunding. Anche per studenti


Aumenta il bisogno di finanza utile. Che privilegi l’economia reale ma sia anche in grado di contribuire all’innovazione dei processi e dei prodotti, all’incentivazione dei migliori progetti e talenti, dunque a disinnescare la soffocante trappola dell’immobilismo sociale che affligge l’Italia.

Osservando quanto sta accadendo nei mercati finanziari, a livello globale come nazionale, il nuovo complesso e corposo apparato di regole in via di definizione nonché i modelli ormai ossidati degli operatori attuali, appare evidente che la forma “banca” faticherà a dare le risposte giuste.

Due voci autorevoli lo hanno sottolineato nelle ultime settimane: il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e l’ex Direttore generale dell’ABI Giuseppe Zadra hanno enfatizzato in interventi pubblici la necessità di sviluppare canali di finanziamento “alternativi” a quelli bancari. 

Subito i migliori commentatori finanziari hanno esercitato la fantasia sulla borsa, sui bond, sul venture capital… Film già visto. E che, sappiamo, in Italia non attira folle al botteghino. Perché i mali della finanza nostrana - familistica, ancora collaterale al potere politico, priva di guide manageriali adeguate -  sono tutti lì. Come ci ricordano solo negli ultimi mesi i casi Fonsai, MPS, RCS, le aperture al mercato difficilmente verranno da chi per sua natura ambisce al “circolo ristretto” o allo sfruttamento selvaggio dei piccoli risparmiatori (“il parco buoi”).

Senza perdere tempo in attese messianiche per la borsa che non verrà, dunque, sembra il caso piuttosto di guardare con pragmatismo alle forme di finanza popolare che già spontaneamente si stanno sviluppando e che - invece sì - favoriscono l’effettivo incrocio tra piccoli investitori e nuove idee imprenditoriali, nuovi talenti.

Torniamo dunque a parlare di crowdfunding, il finanziamento diffuso via web, che in Italia e nel mondo continua a crescere. Anche la Consob sembra aver capito meglio le potenzialità del fenomeno e nel Regolamento sulle start-up innovative (Delibera n. 18592 del 26 giugno 2013), relativo all’equity crowdfunding, ha positivamente limato quelle rigidità operative che ne caratterizzavano la prima stesura e che anche in questa rubrica erano state oggetto di critica. Vedremo se ciò aiuterà il reperimento di capitali per quelle giovani imprese in possesso dei requisiti previsti dal Decreto Legge 179/2012, un piccolo ma significativo campione di chi fa innovazione in Italia: a fine maggio InfoCamere ne contava 763. 

Intanto, nel mondo, la formula del crowdfunding si allarga ad altre esigenze: non solo famiglie, PMI, start-up, cultura e nonprofit. Oggi sono in grande ascesa i portali per gli studenti. Upstart, Pave, CarreerConcept, Lumni - tra i più noti, profit e nonprofit - consentono a chiunque di investire anche solo 100 dollari sul futuro di giovani universitari e ricercatori. Questi si impegnano, con formule diverse, a ripagare il “debito”: secondo un vero proprio piano di ammortamento (formula classica un po’ in declino), oppure con una quota fissa del proprio reddito futuro per un periodo di tempo predeterminato (es. 10 anni, a prescindere dalla cifra poi effettivamente restituita), oppure ancora con obbligo di restituzione totale ma con durata e rate variabili in funzione della propria mutevole capacità di reddito. 

Il tema è di quelli scottanti per un paese come il nostro, dove una visione indeterminata dell’istruzione universitaria (diritto od opportunità?), la bassa mobilità sociale, l’assenza di un “mercato” degli atenei (il valore legale della laurea…) finora hanno bloccato lo sviluppo del prestito agli studenti. Che ha le sue controindicazioni - Obama deve occuparsene perché negli Usa c’è un’intera generazione di studenti che non riesce a ripagare il debito - ma che può rivelarsi fattore importante di innovazione sociale.

Chissà che la risposta giusta non possa venire proprio dal basso, grazie ad uno strumento orizzontale, virale e democratico come il crowdfunding



di Alessandro Messina (@msslsn)



in Profittevole, rubrica per Vita

agosto 2013